"Il giorno in cui il rock fece paura: la colonna sonora di 'Profondo Rosso' che sconvolse il cinema
Nel 1975 i Goblin rivoluzionano la musica per il cinema con la colonna sonora di "Profondo Rosso", fondendo rock e horror in un connubio mai visto prima.

Una svolta musicale nel cinema italiano
Nel 1975, il regista Dario Argento decide di affidare la colonna sonora del suo nuovo film horror, "Profondo Rosso", a un gruppo emergente: i Goblin. Quello che ne uscì non fu solo una colonna sonora, ma una rivoluzione sonora che avrebbe lasciato un'impronta indelebile nel cinema di genere.
I Goblin: i pionieri del terrore in chiave rock
Fino a quel momento, le colonne sonore horror erano spesso orchestrali, cupe e classiche. I Goblin stravolsero tutto: inserirono chitarre elettriche, sintetizzatori martellanti, linee di basso ipnotiche, creando un'atmosfera disturbante e innovativa. Il loro stile unico fuse il rock progressivo con l'estetica dell'incubo.
Profondo Rosso: un film, un suono, un cult
Il successo di "Profondo Rosso" non fu solo merito della regia o della sceneggiatura, ma anche di una colonna sonora che sembrava pulsare insieme al terrore. Ogni nota dei Goblin accompagnava i momenti di tensione, anticipava il pericolo, diventava essa stessa protagonista delle scene più iconiche.
Un impatto internazionale e duraturo
Il legame tra cinema e musica cambiò per sempre: il lavoro dei Goblin influenzò non solo i film horror italiani, ma anche registi e compositori all'estero. Profondo Rosso diventò un cult mondiale, e la band venne riconosciuta come pioniera di un nuovo modo di fare colonna sonora.
Una curiosità che (sicuramente) non conosci
Sai che i Goblin entrarono nel progetto quasi per caso? Dario Argento avrebbe dovuto lavorare con un altro artista, ma dopo aver ascoltato un demo dei Goblin, rimase così colpito da decidere di cambiare tutto all'ultimo minuto. Il brano principale fu registrato in poche ore e diventò un pezzo iconico non solo del film, ma della musica horror di tutti i tempi. Un colpo di scena degno di un film... da brividi.