Lo scaldabagno a gas di una volta: quell’oggetto misterioso che tutti avevano in bagno
Il vecchio scaldabagno a gas: paura, rituali e ricordi di casa. Un oggetto comune che racconta l’Italia degli anni ’60-’80.
Un oggetto che oggi sembra alieno
A guardarlo oggi, sembra quasi un reperto archeologico. Eppure, per decenni, questo strano apparecchio smaltato, montato spesso sopra la vasca o vicino al lavandino, è stato una presenza fissa nelle case italiane. Era il vecchio scaldabagno a gas istantaneo, quello che scaldava l’acqua solo quando si apriva il rubinetto.
Non aveva display, non aveva sicurezza elettronica, non aveva comfort moderni. Aveva una fiamma vera, viva, e un rumore inconfondibile che tutti ricordano ancora benissimo.
Il rito dell’accensione e la paura silenziosa
Chi è cresciuto tra gli anni ’60, ’70 e ’80 sa che usare questo scaldabagno non era un gesto banale. Prima si apriva l’acqua, poi si aspettava quel “whoom” secco dell’accensione. A volte partiva subito, altre no. E quando non partiva, iniziava il momento più delicato.
Si controllava la fiamma pilota, si girava la manopola con cautela, si sperava che non facesse uno scoppio improvviso. I genitori dicevano sempre: “Non stare troppo sotto”. E nessuno faceva domande. Era una paura rispettosa, fatta di abitudine e silenzi.
Il simbolo di una casa che non c’è più
Rivedere oggi questo scaldabagno significa tornare in quelle case con le piastrelle color crema, il bagno stretto, il vapore che appannava lo specchio e l’acqua che cambiava temperatura all’improvviso. Era scomodo, a volte pericoloso, ma faceva parte della vita quotidiana.
Era il simbolo di un’Italia che arrangiava, che si adattava, che conviveva con oggetti imperfetti ma indispensabili. Un tempo in cui anche fare una doccia era un piccolo atto di attenzione e rispetto.
Una curiosità che pochi conoscono
Questi scaldabagni, prodotti da aziende come Junkers, erano considerati all’epoca tecnologia avanzata. Permettevano di avere acqua calda senza accumulo, consumando gas solo al momento dell’uso.
Il problema? Non avevano sistemi di sicurezza moderni. In caso di cattiva combustione o scarso tiraggio, potevano produrre monossido di carbonio. Per questo motivo, dagli anni ’90 in poi, sono stati progressivamente vietati e sostituiti con modelli a camera stagna o elettrici. Molti di quelli ancora visibili oggi sono rimasti solo come fantasmi di un’altra epoca.