L’ozonizzatore arancione anni ’70: lo strano dispositivo che prometteva aria pura in casa

L’ozonizzatore anni ’70: il curioso dispositivo arancione che prometteva aria pura e profumo di pulito nelle case italiane.

20 febbraio 2026 09:20
L’ozonizzatore arancione anni ’70: lo strano dispositivo che prometteva aria pura in casa -
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Quando l’aria “si purificava” con uno strano scatolotto arancione

Chi è cresciuto tra gli anni ’70 e ’80 forse lo ricorda bene: uno strano dispositivo arancione, con una griglia frontale e una piccola manopola laterale. Sembrava quasi una radio senza antenna, oppure un mini proiettore futuristico. In realtà era un ozonizzatore domestico, uno dei primi tentativi di portare la “purificazione dell’aria” nelle case italiane.
Veniva acceso soprattutto dopo cena, magari in soggiorno, quando in casa si era fumato parecchio. Bastavano pochi minuti e nell’aria si sentiva quell’odore particolare, pungente, che prometteva pulizia e freschezza.

Il boom dei dispositivi “miracolosi”

Negli anni del boom economico e del benessere crescente, le famiglie italiane erano affascinate da tutto ciò che parlava di tecnologia e modernità. Gli ozonizzatori venivano pubblicizzati come strumenti capaci di eliminare odori, batteri e persino allergie.
La curiosità sorprendente – e reale – è che molti di questi apparecchi producevano ozono in quantità oggi considerate eccessive per ambienti chiusi. All’epoca però l’ozono era visto come simbolo di purezza, tanto che veniva associato all’aria di montagna o dopo un temporale. Solo negli anni successivi si è compreso che un uso improprio poteva risultare irritante per le vie respiratorie.

Un oggetto che sembrava venire dal futuro

Quel design squadrato, spesso color arancione acceso o beige, dava l’idea di qualcosa di avveniristico. Era il periodo in cui tutto doveva sembrare “moderno”: linee geometriche, plastica resistente, colori accesi.
L’ozonizzatore faceva bella mostra di sé su una mensola o sopra un mobile del salotto, quasi come un simbolo di progresso. Non era solo un elettrodomestico, ma un piccolo status symbol domestico, che raccontava una casa al passo coi tempi.

Il ricordo di un’epoca piena di fiducia nel futuro

Oggi questi dispositivi sono diventati oggetti da collezione o pezzi vintage ricercati. Ma per chi li ha vissuti restano un ricordo curioso e affettuoso. Rappresentano un’epoca in cui si credeva fortemente nel progresso, in cui ogni nuovo apparecchio prometteva di migliorare la vita quotidiana.
Rivederlo oggi fa sorridere, ma racconta una storia precisa: quella di un’Italia che guardava avanti con entusiasmo, fidandosi della tecnologia e sognando case sempre più moderne.

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