Quando le fontane avevano le manopole a croce: un simbolo delle case di una volta

Le vecchie fontane con manopole a croce: un ricordo delle case anni ’60-’90 tra acqua fredda, gesti semplici e vita quotidiana.

24 febbraio 2026 09:15
Quando le fontane avevano le manopole a croce: un simbolo delle case di una volta -
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Un gesto semplice che oggi sembra lontano

Chi è cresciuto tra gli anni ’60, ’70, ’80 e ’90 lo ricorda bene: le fontane con le manopole a croce, una per l’acqua fredda (blu) e una per quella calda (rossa). Bastava girarle con decisione e sentire il rumore dell’acqua che iniziava a scorrere nel tubo di metallo leggermente curvo.
Non c’erano miscelatori eleganti o sensori automatici. C’era solo quel gesto deciso, a volte un po’ duro, che faceva parte della quotidianità. Un gesto che imparavamo da bambini, magari salendo su uno sgabello per arrivare al lavandino.

Il suono dell’acqua e l’attesa

Aprire quelle manopole significava anche aspettare. L’acqua calda non arrivava subito: bisognava lasciarla scorrere qualche secondo, sentire il tubo vibrare leggermente e poi infilare le mani sotto il getto. Era un piccolo rito domestico che scandiva le giornate: prima di andare a scuola, tornando dai giochi in cortile, prima di cena.
Quel rubinetto non era solo un oggetto funzionale, era parte della vita familiare. In cucina, in bagno, nei cortili delle case popolari o nelle villette di periferia, era sempre lì, silenzioso testimone di discussioni, risate, stoviglie lavate e mani sporche di terra.

Un simbolo di un’Italia più concreta

Rivedere oggi una fontana così significa fare un tuffo in un’Italia più concreta, più manuale, dove ogni cosa aveva un peso e un suono. Non c’era il design minimalista, ma c’era la solidità. Non c’era la tecnologia smart, ma c’era la capacità di aggiustare tutto con pochi attrezzi.
Quelle manopole a croce sono diventate un simbolo silenzioso di un’epoca in cui la casa era il centro della vita e ogni gesto, anche il più semplice, aveva un valore.

Una curiosità che pochi conoscono

Forse non tutti sanno che le manopole separate per acqua calda e fredda erano lo standard fino agli anni ’80 perché il miscelatore moderno si diffuse in Italia solo più tardi, soprattutto per una questione di costi e di abitudini impiantistiche. Le case erano progettate con tubature distinte e cambiare sistema richiedeva interventi più complessi.
Inoltre, per molti anni si riteneva che le manopole separate fossero più affidabili e semplici da riparare. E infatti quante volte abbiamo visto i nostri padri o nonni smontarle con una chiave inglese per sistemare una guarnizione che perdeva?

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