Le penne a quattro colori: il simbolo di scuola di un’intera generazione

Le penne a quattro colori hanno fatto la storia della scuola tra anni ’70 e ’90: un piccolo oggetto che racconta ricordi e infanzia.

02 aprile 2026 09:25
Le penne a quattro colori: il simbolo di scuola di un’intera generazione -
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Un oggetto che tutti abbiamo avuto nello zaino

Chi è andato a scuola tra gli anni ’60, ’70, ’80 e ’90 se le ricorda benissimo: le penne a quattro colori, quelle con il pulsantino sopra per scegliere il colore. Bastava un clic per passare dal blu al rosso, dal verde al nero, e ci si sentiva improvvisamente organizzati, importanti, quasi “da ufficio”.
Erano l’oggetto che non mancava mai nell’astuccio, insieme alla gomma bianca e blu, alla matita e al temperino in metallo. E guai a perderla: perché quella penna durava mesi, a volte anni, e diventava quasi una compagna di scuola.

Il fascino dei pulsanti colorati

Il bello non era solo scrivere, ma schiacciare quei pulsanti in continuazione. C’era sempre quello che durante la lezione faceva “clic clic clic” finché l’insegnante non si girava infastidita.
Il rosso si usava per i titoli, il blu per scrivere, il verde per sottolineare e il nero quando si voleva fare qualcosa di importante. Senza saperlo, quelle penne ci insegnavano a organizzare i quaderni, a distinguere, a mettere ordine tra le righe e tra i pensieri.

Un ricordo che profuma di scuola e merenda

Rivedere oggi quelle penne significa tornare ai banchi di scuola, ai quaderni con i margini rossi, ai diari pieni di scritte, ai compiti fatti la sera prima. Significa ricordare le interrogazioni, i bigliettini passati di nascosto, i pomeriggi a fare i compiti con la TV accesa in sottofondo.
Le penne a quattro colori non erano solo penne: erano un pezzo della nostra infanzia, un piccolo oggetto che, ancora oggi, basta vedere per tornare indietro nel tempo in un secondo.

Una curiosità che pochi conoscono

La più famosa penna a quattro colori, la BIC, fu lanciata nel 1970 e l’azienda la presentò come la penna “per non cambiare mai penna”. L’idea era semplice ma geniale: avere più colori in un solo strumento per studenti, insegnanti e impiegati.
Da allora ne sono state vendute centinaia di milioni in tutto il mondo, diventando una delle penne più riconoscibili di sempre. Un oggetto semplice, economico, ma entrato nella storia della vita quotidiana.

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