Super Santos, il pallone che trasformava ogni strada in uno stadio

Il Super Santos riporta alle partite infinite in strada, alle porte fatte con gli zaini e a un'infanzia in cui bastava un pallone per essere felici.

30 settembre 2026 09:25
Super Santos, il pallone che trasformava ogni strada in uno stadio -
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Quando per giocare a calcio bastavano due zaini e un Super Santos

C'è un'immagine capace di riportare tantissimi italiani direttamente all'infanzia: un pallone arancione che rotola sull'asfalto e un gruppo di bambini che gli corre dietro. Il Super Santos non aveva bisogno di un campo regolamentare, di una divisa o di un arbitro. Bastavano una strada poco trafficata, un cortile, una piazzetta o lo spazio sotto casa. Le porte potevano essere due zaini, due pietre, un paio di felpe o qualsiasi oggetto fosse disponibile. Le dimensioni del campo cambiavano ogni giorno e le regole venivano decise sul momento. Eppure, quando iniziava la partita, per quei bambini quello diventava lo stadio più importante del mondo.

Quelle partite che iniziavano al pomeriggio e finivano soltanto a cena

Non esistevano tempi regolamentari. Si giocava fino a quando c'era luce, fino a quando qualcuno portava via il pallone o fino all'immancabile richiamo proveniente da una finestra: «È pronto, sali!». Spesso non si sapeva nemmeno quale fosse il risultato. Si cominciava magari in quattro e dopo mezz'ora si era diventati dieci, perché chi passava si aggiungeva alla partita. C'erano il proprietario del pallone che aveva quasi sempre qualche privilegio, quello che voleva fare soltanto l'attaccante e quello che veniva mandato in porta controvoglia. Il Super Santos rimbalzava sui muri, finiva sotto le automobili e qualche volta dentro il giardino di qualcuno, ma la partita riprendeva sempre. Era questo il bello: non serviva organizzare nulla.

Il pallone arancione che ha accompagnato intere generazioni

Per tanti bambini degli anni Settanta, Ottanta e Novanta, quel colore era inconfondibile. Il Super Santos era leggero, economico e soprattutto facile da portare ovunque. Poteva accompagnare un pomeriggio sotto casa come una giornata al mare, dove inevitabilmente compariva tra ombrelloni e castelli di sabbia. Quando perdeva un po' d'aria continuava spesso a essere utilizzato lo stesso; quando finiva troppo vicino a un'automobile parcheggiata iniziavano invece quei secondi di silenzio in cui tutti speravano di non aver fatto danni. Sono ricordi semplicissimi, e forse proprio per questo così potenti. Non c'erano smartphone, chat di gruppo o videogiochi online necessari per incontrarsi: spesso bastava scendere in strada con il pallone sotto il braccio perché, uno dopo l'altro, arrivassero tutti gli altri.

Una curiosità: il Super Santos è nato negli anni Sessanta

Dietro quel pallone apparentemente semplicissimo c'è una storia che dura da oltre mezzo secolo. Il Super Santos nacque nel 1962, prodotto dalla Mondo, azienda italiana destinata a diventare conosciuta a livello internazionale anche nel settore sportivo. Il suo nome richiamava il Santos brasiliano, la squadra resa celebre in tutto il mondo anche da Pelé in quegli anni. Il caratteristico colore arancione contribuì a renderlo immediatamente riconoscibile e, con il passare dei decenni, il Super Santos è diventato molto più di un giocattolo. Per milioni di persone rappresenta un pezzo d'estate, di strada e soprattutto d'infanzia. Perché forse è proprio questo che oggi fa più nostalgia: ricordare quando per organizzare una giornata indimenticabile non serviva praticamente nulla. Bastava qualcuno che scendesse con il pallone.

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