Il tagliauova giallo: lo strano oggetto che non mancava mai nelle cucine di una volta
Il tagliauova giallo anni ’70-’90: un oggetto semplice che trasformava le uova sode in fettine perfette. Un ricordo di cucina.
Un oggetto semplice che tutti avevamo in cucina
Chi è cresciuto tra gli anni ’70, ’80 e ’90 lo riconosce subito: il tagliauova giallo con fili metallici sottilissimi. Stava nel cassetto delle posate o appeso vicino ai mestoli, sempre pronto all’uso. Bastava appoggiare l’uovo sodo nell’incavo, abbassare la griglia di fili e… magia. In un attimo comparivano fettine perfette, tutte uguali, pronte per insalate, antipasti o panini.
Oggi può sembrare un oggetto banale, ma all’epoca era quasi futuristico: preciso, pratico, velocissimo. Niente coltelli sporchi, niente tagli irregolari. Solo un gesto deciso e pulito.
Il rito delle domeniche e delle feste
Il tagliauova entrava in scena soprattutto nei giorni importanti: le domeniche in famiglia, le feste comandate, i buffet casalinghi. Le uova sode erano protagoniste di mille ricette: insalata russa, tartine con maionese, piatti freddi estivi.
Quel piccolo attrezzo giallo diventava parte di un rituale domestico fatto di tovaglie ricamate, piatti buoni tirati fuori dalla credenza e profumo di cucina che invadeva tutta la casa. Era un oggetto umile, ma presente in momenti che oggi ricordiamo con un sorriso.
Un simbolo di una cucina più lenta e autentica
Rivederlo oggi significa tornare a un tempo in cui la cucina era fatta di gesti semplici e strumenti meccanici, senza batterie né display digitali. Ogni oggetto aveva una funzione precisa, durava anni e spesso passava da una generazione all’altra.
Il tagliauova non era solo un utensile: era parte della quotidianità, dei pranzi rumorosi, delle chiacchiere attorno al tavolo. Un piccolo pezzo di plastica e metallo che oggi riesce ancora a far riaffiorare ricordi di famiglia, di infanzia, di estati leggere e spensierate.
Una curiosità che pochi conoscono
Forse non tutti sanno che il tagliauova non nasce per uso domestico. Il primo modello fu brevettato in Germania all’inizio del Novecento, pensato per le cucine professionali dove serviva velocità e uniformità nel taglio. Solo più tardi diventò un oggetto di largo consumo, diffondendosi nelle case europee grazie ai materiali plastici economici degli anni ’60 e ’70.
Il colore giallo, così comune nelle versioni italiane, non era casuale: richiamava proprio il tuorlo, diventando quasi un simbolo immediato della sua funzione.