La bilancia delle lettere: lo strano oggetto che racconta un’Italia che scriveva davvero

La bilancia postale con le lettere dell’alfabeto: un oggetto dimenticato che riporta a quando scrivere era un gesto quotidiano.

02 febbraio 2026 09:30
La bilancia delle lettere: lo strano oggetto che racconta un’Italia che scriveva davvero -
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Uno strano oggetto che oggi confonde

A molti, guardandola oggi, sembra quasi un mistero: un oggetto rettangolare, con una scala piena di lettere invece che numeri. Eppure, per chi ha vissuto tra gli anni ’60, ’70 e ’80, questa era una presenza familiare.
Si trattava di una bilancia postale per lettere, usata per pesare buste e cartoline prima di spedirle. Le lettere dell’alfabeto non erano decorative: indicavano gli scaglioni di peso e le tariffe postali, così da sapere subito quale francobollo applicare. Un oggetto semplice, pratico, ma fondamentale in un’epoca in cui la posta era parte della vita quotidiana.

Quando scrivere era un gesto importante

Prima delle email, dei messaggi vocali e delle chat istantanee, scrivere una lettera era un rito. Si sceglieva la carta, si stava attenti alle parole, si piegava il foglio con cura e poi si passava da lei: la bilancia.
Quel piccolo gesto — appoggiare la busta e aspettare che l’indicatore si fermasse su una lettera — faceva parte dell’attesa. Ogni lettera spedita aveva un peso reale, non solo fisico ma emotivo. Dentro c’erano notizie, saluti, amori, distanze da colmare.

Un simbolo di un tempo più lento

Oggi questo oggetto appare quasi alieno, eppure racconta un mondo fatto di attese, silenzi e risposte che arrivavano dopo giorni. Un mondo in cui il tempo aveva un altro ritmo e la comunicazione passava attraverso carta e inchiostro.
Rivedere questa bilancia significa ricordare un’Italia che scriveva, che aspettava il postino, che conservava lettere in scatole di latta o nei cassetti. Un oggetto piccolo, dimenticato, ma carico di memoria.

Una curiosità che pochi conoscono

Queste bilance nacquero per semplificare la vita a famiglie e piccoli uffici, evitando errori di affrancatura. Le Poste Italiane, fino agli anni ’80, usavano spesso sistemi alfabetici o a zone per indicare le tariffe, soprattutto per la corrispondenza ordinaria.
Ecco perché non troviamo i grammi ben visibili come oggi: non interessava il peso preciso, ma sapere subito se la lettera rientrava nello scaglione giusto. Un sistema pratico, intuitivo, pensato per un’Italia che spediva milioni di lettere ogni giorno.

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