Quando si beveva dalla fontana e nessuno aveva paura
Bere dalla fontana era normale: un gesto semplice che racconta un’infanzia libera, spensierata e senza paure, tra anni ’60 e ’90.
Un gesto semplice che oggi sembra impossibile
C’è stato un tempo in cui bere dalla fontana pubblica era un gesto naturale. Nessuna bottiglietta, nessuna etichetta, nessun timore. Solo l’acqua che scorreva fresca, le mani a coppa o la bocca avvicinata al getto, ridendo e schizzandosi. Era normale, era quotidiano, era vita vera.
Chi è cresciuto tra gli anni ’60, ’70, ’80 e ’90 lo ricorda bene: si giocava per ore, si correva fino a essere senza fiato e poi, al primo caldo, ci si fermava alla fontana più vicina. Quella diventava il nostro “bar”, il nostro punto di ritrovo.
L’infanzia all’aria aperta
Non c’erano controlli continui, non c’erano paure costanti. I bambini vivevano fuori casa: cortili, campi, strade sterrate, piazze. La fontana era parte del paesaggio, come un albero o una panchina.
Si beveva a turno, spesso senza nemmeno aspettare che l’altro avesse finito. Qualche volta l’acqua entrava nel naso, altre volte si rideva così forte da sputarla tutta. Ma nessuno si ammalava “per quello”. Al massimo, ci si prendeva una sgridata per essersi bagnati la maglietta.
Un ricordo che fa sorridere e pensare
Rivedere oggi quell’immagine fa sorridere, ma lascia anche un velo di malinconia. Non perché “si stava meglio”, ma perché si viveva diversamente. Con meno filtri, meno paure, meno barriere.
Bere dalla fontana era solo un gesto, ma racconta un mondo intero: un’infanzia più libera, un tempo più lento, un rapporto più diretto con le cose semplici. Un ricordo che ci accomuna e che, ancora oggi, riesce a farci dire: “Eh sì… c’eravamo anche noi”.
Una curiosità che racconta un’epoca
Fino agli anni ’80, in moltissimi comuni italiani l’acqua delle fontane pubbliche era la stessa rete idrica delle case, controllata e potabile per legge. In molte zone rurali e di montagna, le fontane erano persino considerate più “buone” di quella di casa.
Non era incoscienza: era fiducia, era conoscenza del territorio, era un rapporto diretto con l’ambiente. Un concetto che oggi sembra lontanissimo, quasi incredibile, ma che faceva parte della normalità.