La manovella che tagliava tutto: un ricordo degli anni passati

La vecchia affettatrice a manovella riporta alla memoria le cucine di una volta e i gesti semplici del passato.

13 maggio 2026 09:25
La manovella che tagliava tutto: un ricordo degli anni passati -
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Quando in cucina c’erano oggetti che duravano una vita

Chi ha qualche anno in più probabilmente l’ha riconosciuta subito: la vecchia affettatrice manuale a manovella, presente nelle case, nelle salumerie e nelle cucine di tanti italiani tra gli anni ’50, ’60 e ’70. Era un oggetto pesante, robusto, costruito per durare decenni. Non aveva pulsanti né motori elettrici sofisticati: bastava girare lentamente la manovella e la lama iniziava il suo lavoro preciso e silenzioso.

Il profumo del pane e del salame appena tagliato

Questa macchina non era soltanto un utensile da cucina: era parte della vita quotidiana. Con lei si tagliavano salumi, pane, formaggi e persino verdure. Ogni fetta aveva un profumo particolare, quello delle domeniche in famiglia, delle merende semplici e delle cucine sempre vive. Chi la usava ricorda ancora il rumore regolare della lama e il gesto lento della mano che accompagnava il cibo verso il taglio.

Un oggetto semplice ma pieno di ricordi

Oggi tutto è automatico, veloce, elettrico. Ma quella manovella rappresentava un altro modo di vivere: più lento, più attento, più umano. Gli oggetti non si cambiavano ogni pochi anni, si riparavano e si custodivano con cura. Molte di queste affettatrici sono rimaste nelle cantine o nelle case dei nonni, diventando quasi pezzi da collezione che raccontano un’Italia fatta di semplicità e tradizioni.

Una curiosità che pochi conoscono

Non tutti sanno che molte affettatrici manuali italiane erano considerate veri capolavori artigianali. Alcuni modelli prodotti tra gli anni ’40 e ’60 oggi valgono centinaia o addirittura migliaia di euro tra gli appassionati di modernariato. Questo perché erano costruite interamente in metallo, con meccanismi estremamente precisi e resistenti. Per tanti italiani, però, il loro valore più grande resta un altro: i ricordi di casa, della famiglia e di un tempo che sembra ormai lontanissimo.

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