Pane e cioccolato: la merenda semplice che sapeva renderci felici
Pane e cioccolato, la merenda semplice di una volta che riporta alla mente scuola, giochi in cortile e pomeriggi spensierati.
Quando la merenda era pane e una tavoletta di cioccolato
Per molti bambini di qualche decennio fa non servivano confezioni colorate o merendine elaborate per rendere speciale il pomeriggio. Un panino aperto a metà e qualche pezzo di cioccolato erano più che sufficienti. La tavoletta veniva spezzata, sistemata dentro il pane e poi leggermente schiacciata richiudendo le due metà. Il risultato era una merenda semplicissima, con il pane morbido o appena croccante e quel cioccolato che, soprattutto nelle giornate più calde, cominciava lentamente a sciogliersi. Pane e cioccolato aveva il sapore delle cose genuine, preparate in pochi secondi dalla mamma o dalla nonna e mangiate senza troppe cerimonie. Non aveva bisogno di pubblicità né di sorprese nascoste nella confezione: bastava aver fame dopo una lunga mattinata a scuola o dopo ore trascorse a giocare.
Il panino che ci aspettava dopo la scuola
Quella merenda è legata soprattutto a un momento preciso della giornata: il ritorno da scuola e i lunghi pomeriggi degli anni ’60, ’70 e ’80. Si lasciava la cartella in casa, si finivano i compiti il più velocemente possibile e poi si scendeva in strada o nel cortile. Prima, però, arrivava spesso il panino preparato in cucina. A volte dentro c'era il cioccolato, altre volte marmellata, zucchero, olio oppure semplicemente ciò che era disponibile in dispensa. Non si pretendeva di poter scegliere tra decine di alternative e forse proprio per questo quella fetta di cioccolato sembrava ancora più buona. C'era chi la preferiva spessa e chi cercava di distribuirla su tutta la superficie del pane, mordendo con attenzione per avere un po' di cioccolato fino all'ultimo boccone. Sono piccoli gesti che sembravano insignificanti e che, a distanza di tanti anni, riescono invece a riportare alla memoria un'intera infanzia.
Prima delle merendine c'erano gli ingredienti che si trovavano in casa
Con il passare degli anni le merende confezionate sono diventate sempre più presenti nelle case italiane, ma pane e cioccolato non è mai davvero scomparso. Appartiene a quella cucina quotidiana nella quale non si parlava di ricette: si prendevano due ingredienti e si preparava qualcosa di buono. Lo stesso accadeva con il celebre pane, burro e zucchero, con pane e marmellata oppure con una fetta di pane accompagnata da qualche quadratino di cioccolato. Erano merende che seguivano anche la disponibilità della dispensa e che spesso venivano preparate senza sprecare nulla. Il pane del giorno prima poteva trovare così una nuova vita, mentre una tavoletta di cioccolato veniva divisa tra fratelli e sorelle e doveva bastare per tutti. Forse è proprio questa semplicità a provocare oggi tanta nostalgia: guardando un panino come quello della foto, molti non vedono soltanto del pane con dentro del cioccolato, ma rivedono la cucina di casa, una persona cara e un pomeriggio che sembrava non finire mai.
Una curiosità: pane e cioccolato è molto più antico delle nostre merende
Quella che ricordiamo come una tipica merenda dell'infanzia non è affatto un'invenzione recente. L'abbinamento tra pane e cioccolato si diffuse in Europa molto prima dell'arrivo delle moderne merendine industriali, diventando nel tempo una delle soluzioni più immediate per offrire ai bambini qualcosa di energetico e goloso. In Francia, per esempio, pane e una barretta di cioccolato sono stati per generazioni una classica merenda dei bambini, conosciuta nella sua forma più semplice come pain au chocolat ben prima che questa espressione venisse associata soprattutto al celebre prodotto di pasticceria. In Italia ogni famiglia aveva le proprie abitudini: qualcuno infilava direttamente i quadratini della tavoletta dentro un panino, qualcuno accompagnava il pane al cioccolato senza richiuderlo e altri ancora lo scaldavano leggermente per farlo ammorbidire. Non occorreva molto altro. E forse è proprio questa la cosa più difficile da spiegare a chi non ha vissuto quegli anni: con una merenda così semplice ci sentivamo davvero fortunati, e non avevamo la sensazione che mancasse qualcosa.