I gettoni telefonici: quando una chiamata valeva molto più di oggi

I vecchi gettoni telefonici ci riportano alle cabine, alle chiamate brevi e agli appuntamenti presi prima di uscire: ricordi di un’altra Italia.

28 settembre 2026 09:25
I gettoni telefonici: quando una chiamata valeva molto più di oggi -
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Quando per telefonare bisognava avere un gettone in tasca

Per chi è cresciuto prima dell'arrivo dei cellulari, quegli strani dischetti metallici con le scanalature non erano semplicemente pezzi di metallo. Erano telefonate a casa, appuntamenti, ritardi da comunicare, fidanzati da sentire e genitori da tranquillizzare. Il gettone telefonico era uno di quegli oggetti che si cercavano nelle tasche prima di uscire, quasi con la stessa attenzione riservata alle chiavi di casa. Perché trovarsi lontani da casa senza un gettone poteva significare non avere alcun modo per avvisare qualcuno. Le cabine telefoniche erano disseminate nelle città, nelle stazioni e nei luoghi di villeggiatura e, quando finalmente se ne trovava una libera, iniziava un rituale che oggi sembra appartenere a un altro mondo: si sollevava la cornetta, si inseriva il gettone e si componeva il numero rigorosamente a memoria.

Quelle telefonate brevi perché ogni minuto aveva un valore

Oggi possiamo parlare per ore praticamente ovunque, ma allora una telefonata fuori casa aveva un peso completamente diverso. Ogni gettone rappresentava tempo, e quando la conversazione si prolungava bisognava essere pronti a inserirne un altro. Per questo molte telefonate erano essenziali: «Sono arrivato», «Faccio tardi», «Ci vediamo alle otto». Poche parole che bastavano a organizzare una serata intera. E poi c'era quella piccola scorta di gettoni conservata nel portafoglio, nel cruscotto dell'auto o in qualche cassetto di casa. I ragazzi li portavano con sé quando uscivano e i genitori spesso ricordavano: «Hai i gettoni per telefonare?». Una domanda che oggi può sembrare quasi incomprensibile, ma che per anni fece parte della quotidianità di milioni di italiani.

Prima del cellulare gli appuntamenti erano davvero appuntamenti

Forse la differenza più grande rispetto a oggi non era tecnologica, ma riguardava le nostre abitudini. Quando si usciva di casa si diventava, almeno per qualche ora, irraggiungibili. Se l'appuntamento era davanti al cinema alle 20, bisognava essere davanti al cinema alle 20. Non esisteva un messaggio per dire «sto arrivando» ogni cinque minuti, non si poteva condividere la posizione e nemmeno controllare dove fossero gli altri. Se qualcuno tardava, si aspettava. E quando l'attesa diventava troppo lunga, iniziava la ricerca di una cabina telefonica. Era certamente meno comodo, ma proprio per questo gli accordi presi prima di uscire avevano un'importanza che abbiamo quasi dimenticato. Guardando oggi un vecchio gettone riaffiorano così non soltanto le telefonate, ma un'intera maniera di vivere i rapporti con gli altri.

Una curiosità: quei numeri incisi sui gettoni raccontavano la loro storia

C'è un dettaglio che molti ricordano, ma di cui forse non tutti conoscevano il significato. Sui gettoni telefonici italiani comparivano spesso quattro cifre, come 7605, 7809 o combinazioni simili. Non erano numeri casuali: indicavano anno e mese di produzione. Un gettone contrassegnato, per esempio, con 7809 era stato prodotto nel settembre del 1978. Oggi proprio queste piccole differenze possono interessare anche i collezionisti. I gettoni telefonici continuarono a circolare per molti anni, convivendo progressivamente con le schede telefoniche, fino a scomparire definitivamente dall'uso quotidiano. Rimangono però nei cassetti di tantissime case italiane come piccoli testimoni di un'epoca in cui per sentire una voce lontana servivano una cabina, qualche moneta di metallo e un numero di telefono custodito nella memoria.

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