Il DAS: quella pasta da modellare che ha segnato la nostra infanzia

Il DAS ha accompagnato intere generazioni tra scuola e lavoretti fatti a mano: bastavano fantasia, pazienza e un panetto per creare di tutto.

01 ottobre 2026 09:25
Il DAS: quella pasta da modellare che ha segnato la nostra infanzia -
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Quel panetto bianco che a scuola significava una cosa sola

Basta guardare questa vecchia confezione per tornare immediatamente tra i banchi di scuola di tanti anni fa. Il DAS era uno di quegli oggetti che quasi tutti i bambini conoscevano, anche se magari non ricordavano esattamente come si chiamasse. Arrivava il giorno del lavoretto e sul banco comparivano un panetto, qualche attrezzo improvvisato e tanta voglia di mettere le mani in pasta. La sua consistenza era inconfondibile, così come quell'odore particolare che ancora oggi potrebbe risvegliare ricordi rimasti nascosti per decenni. Si prendeva un pezzetto, lo si lavorava tra le dita e, poco alla volta, poteva diventare praticamente qualsiasi cosa. Per un bambino non era semplicemente materiale da modellare: era la possibilità di trasformare un'idea in qualcosa da tenere davvero tra le mani.

Dai portapenne ai regali per mamma e papà: con il DAS si faceva di tutto

Con il DAS sono nati innumerevoli lavoretti scolastici: animaletti, piccoli vasi, targhette, ciondoli, soprammobili, decorazioni natalizie e immancabili regali per la Festa della mamma o del papà. Non sempre il risultato assomigliava a ciò che avevamo immaginato, ma importava poco. Una volta terminata l'opera bisognava soprattutto avere pazienza e aspettare che diventasse dura. Una delle caratteristiche che rendevano questo materiale così pratico era infatti quella riportata chiaramente anche sulle vecchie confezioni: “secca senza cottura”. Niente forno o attrezzature particolari. Dopo l'asciugatura arrivava spesso la parte ancora più divertente: colori, pennelli e decorazioni. E quel piccolo oggetto imperfetto finiva orgogliosamente sopra un mobile di casa, dove in molti casi sarebbe rimasto per anni.

Quando divertirsi significava sporcarsi davvero le mani

Il DAS appartiene anche a un modo di vivere l'infanzia molto diverso da quello attuale. La creatività passava soprattutto attraverso le mani: si tagliava, si incollava, si colorava, si modellava e inevitabilmente si sporcava il banco. Non esisteva il tasto per annullare un errore e, se un pezzo si rompeva, bisognava cercare di aggiustarlo. Proprio per questo ogni creazione era diversa dalle altre. Quel panetto apparentemente anonimo riusciva a tenere occupata un'intera classe e faceva lavorare la fantasia senza bisogno di schermi o dispositivi elettronici. Il bello non era soltanto l'oggetto finito, ma tutto quello che succedeva mentre lo si costruiva: le mani sporche, il confronto con il compagno di banco e l'impazienza di portare finalmente il lavoretto a casa.

Una curiosità: il DAS è un'invenzione italiana e il nome nasconde il suo creatore

Dietro quel nome di appena tre lettere c'è una storia che molti di coloro che lo hanno utilizzato da bambini probabilmente ignoravano. Il DAS fu inventato dall'italiano Dario Sala, poeta, scrittore e insegnante originario di Cornaredo, nel Milanese. E proprio il suo nome spiega anche l'origine del marchio: DAS deriva infatti dalle iniziali di Dario Sala. Il materiale venne brevettato negli anni Sessanta e successivamente commercializzato su larga scala, diventando uno dei prodotti creativi più riconoscibili per generazioni di bambini. Quella vecchia scritta “tutti scultori con DAS” raccontava perfettamente la sua filosofia: non occorreva essere artisti per provare a creare qualcosa. Bastavano un panetto, due mani e un po' di fantasia. Ed è forse per questo che ancora oggi una semplice confezione di DAS riesce a riportare alla mente aule scolastiche, grembiuli, tempere e piccoli capolavori che per noi valevano più di qualsiasi cosa.

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