Il DAS: la pasta magica che ha riempito l’infanzia di creatività

Il DAS: la pasta per modellare che ha accompagnato intere generazioni tra scuola, lavoretti e fantasia pura negli anni ’60-’90.

23 gennaio 2026 11:40
Il DAS: la pasta magica che ha riempito l’infanzia di creatività -
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Un panetto bianco che tutti abbiamo stretto tra le mani

Chi è cresciuto tra gli anni ’60, ’70, ’80 e ’90 lo riconosce a colpo d’occhio: il DAS, quel panetto avvolto nella carta ruvida, con l’odore inconfondibile che bastava aprire la confezione per tornare bambini. Era presente nelle scuole, nelle case, nei pomeriggi piovosi e nei compiti “creativi” assegnati dagli insegnanti.
Non era solo una pasta da modellare: era immaginazione pura, pronta a prendere forma sotto le mani impastate di bambini concentratissimi.

Scuola, lavoretti e dita sempre sporche

Il DAS era sinonimo di lavoretti scolastici: presepi, maschere di Carnevale, portapenne, animaletti improbabili e regali per la Festa della Mamma. Le mani diventavano bianche, il tavolo della cucina veniva coperto di giornali e qualcuno inevitabilmente diceva: “Attento che si secca!”.
Non serviva il forno, non servivano strumenti speciali: bastava aspettare. E quella lentezza dell’attesa, oggi quasi scomparsa, faceva parte del gioco. Ogni crepa, ogni imperfezione restava lì, come firma di chi l’aveva modellata.

Un ricordo che profuma ancora di infanzia

Rivedere oggi una confezione di DAS è come aprire un cassetto della memoria: tornano in mente i grembiuli, le forbicine con la punta arrotondata, la colla vinilica, i colori a tempera. Tornano i pomeriggi passati a creare qualcosa che, magari, non era perfetto… ma era nostro.
Il DAS rappresenta un tempo in cui la creatività non aveva schermi, né tutorial, né modelli da copiare. Solo mani, fantasia e tanta voglia di inventare. Ed è forse per questo che, ancora oggi, quel semplice panetto riesce a emozionare chiunque lo abbia vissuto davvero.

Una curiosità vera che pochi conoscono

Non tutti sanno che il DAS è un prodotto italiano, nato negli anni ’60 e diventato rapidamente popolarissimo proprio perché si asciugava all’aria, senza cottura. Una rivoluzione per l’epoca, che lo rese perfetto per le scuole e per l’uso domestico.
Il suo nome deriva da “Dario Sala”, uno dei figli del fondatore, e fu pensato proprio per essere semplice, immediato, facile da ricordare. Un dettaglio che racconta quanto questo prodotto fosse pensato per entrare nella vita quotidiana delle famiglie, non come giocattolo di lusso, ma come strumento educativo.

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