Le biglie di vetro: quando bastavano loro per rendere felice un pomeriggio

Le biglie di vetro colorate: piccoli tesori dell’infanzia che hanno acceso sfide, amicizie e pomeriggi indimenticabili tra ’60 e ’90.

06 febbraio 2026 09:25
Le biglie di vetro: quando bastavano loro per rendere felice un pomeriggio -
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Piccoli oggetti, grandi emozioni

Chi è cresciuto tra gli anni ’60, ’70, ’80 e ’90 le riconosce al primo sguardo: le biglie di vetro, lisce, pesanti, attraversate da colori ipnotici. Non erano semplici giochi, ma piccoli tesori custoditi nelle tasche, nelle scatole di latta o nei sacchetti di stoffa. Bastava farle rotolare tra le dita per sentire che quel pomeriggio sarebbe stato speciale.
Ogni biglia aveva una personalità: quella “più bella”, quella “fortunata”, quella che non si doveva mai giocare perché troppo preziosa per rischiarla.

Le regole non scritte dei cortili

Le biglie erano protagoniste assolute dei cortili, delle strade sterrate, dei campetti improvvisati. Le regole cambiavano da quartiere a quartiere, ma una cosa era certa: si giocava sul serio. Chi perdeva una biglia la perdeva davvero, e chi vinceva se la guadagnava con orgoglio.
Non c’erano adulti a controllare, solo bambini che imparavano la competizione, il rispetto e la delusione, tutto nello spazio di pochi metri di terra battuta. E quando una biglia finiva in un tombino, era come perdere un amico.

Un simbolo di un’infanzia diversa

Rivedere oggi una biglia di vetro significa tornare a un tempo in cui la fantasia contava più della tecnologia. Non servivano schermi, connessioni o batterie: bastava chinarsi per terra, disegnare un cerchio e iniziare a giocare.
Le biglie raccontano un’infanzia fatta di tempo lento, di amicizie vere, di ginocchia sbucciate e risate improvvise. Un mondo semplice, forse imperfetto, ma incredibilmente autentico. E per questo, impossibile da dimenticare.

Una curiosità che pochi conoscono

Forse non tutti sanno che le biglie di vetro iniziarono a diffondersi massicciamente in Europa nel dopoguerra, quando la produzione industriale rese possibile creare vetro colorato a basso costo. Prima di allora, molte biglie erano fatte di argilla o pietra, ed erano molto meno resistenti.
Quelle di vetro, invece, diventavano quasi eterne: si rompevano raramente e passavano di mano in mano, di fratello in fratello, diventando oggetti carichi di memoria, molto più duraturi dei giochi moderni.

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