Le trapuntine della nonna: il calore che profumava di casa

Le trapuntine della nonna: colori, uncinetto e ricordi d’infanzia. Un simbolo degli anni ’60, ’70, ’80 e ’90 che scalda il cuore.

13 febbraio 2026 09:30
Le trapuntine della nonna: il calore che profumava di casa -
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Un letto che raccontava una storia

Chi è cresciuto tra gli anni ’60, ’70, ’80 e ’90 le riconosce subito: le trapuntine colorate fatte a mano, spesso all’uncinetto, composte da tanti piccoli quadrati uniti uno all’altro. Non erano semplici coperte. Erano pezzi di vita.
Ogni quadrato aveva un colore diverso, un filo scelto con cura, un pomeriggio trascorso sul divano con la televisione accesa in sottofondo. Le nonne lavoravano con pazienza infinita, punto dopo punto, creando qualcosa che non scaldava solo il corpo, ma anche l’anima.

Il profumo della domenica e delle vacanze

Entrare nella casa della nonna significava trovare il letto perfettamente sistemato con quella coperta pesante, morbida, inconfondibile. D’estate veniva piegata ai piedi del letto, d’inverno diventava uno scudo contro il freddo.
E poi quel profumo unico: un misto di sapone di Marsiglia, armadi di legno e tempo che scorre lento. Sotto quelle trapuntine si facevano i riposini pomeridiani, si ascoltavano le storie raccontate prima di dormire, si vivevano le vacanze lontano dalla città. Erano parte di un mondo più semplice, fatto di gesti ripetuti e certezze rassicuranti.

Una tradizione che nasceva dal bisogno

Forse non tutti sanno che molte di quelle trapuntine nascevano da una tradizione antica: il riciclo dei filati avanzati. Nulla si buttava. I gomitoli rimasti da altri lavori venivano utilizzati per creare quei famosi quadrati colorati, trasformando ciò che restava in qualcosa di nuovo e prezioso.
Era un modo per risparmiare, certo, ma anche per dare valore alle cose. Ogni coperta era unica, irripetibile. Non esistevano due trapuntine identiche, perché ognuna raccontava una storia diversa.

Un calore che oggi non si compra

Oggi possiamo comprare coperte perfette, leggere. Ma nessuna ha quel peso familiare, quella sensazione di protezione che avevano le trapuntine della nonna. Erano il simbolo di un amore silenzioso, fatto di tempo dedicato, di mani che lavoravano pensando ai nipoti.
Rivederle oggi significa tornare bambini per un attimo, sentire ancora quel calore autentico che non dipendeva solo dalla lana, ma dal cuore di chi le aveva realizzate.

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