Lo yo-yo di legno: il gioco che faceva impazzire i cortili
Lo yo-yo di legno con lo spago: il gioco simbolo degli anni ’60 ’70 ’80 che riempiva cortili e pomeriggi d’estate.
Un semplice disco che racchiudeva un mondo
Bastava un filo arrotolato e due dischi di legno colorati per rendere felice un pomeriggio intero. Lo yo-yo, con il suo movimento ipnotico su e giù, era molto più di un giocattolo: era una sfida, una gara tra amici, un modo per sentirsi campioni del cortile.
Chi è cresciuto tra gli anni ’60, ’70 e ’80 ricorda bene quel gesto ripetuto all’infinito, il polso che si muoveva con precisione, l’orgoglio quando finalmente si riusciva a farlo “dormire” in basso prima di richiamarlo su con uno scatto secco. Non servivano batterie, non servivano schermi: serviva solo pazienza, coordinazione e tanta voglia di migliorare.
Le sfide nei cortili e nelle piazze
Lo yo-yo era protagonista assoluto nei cortili delle case popolari, nelle piazze di paese, davanti ai portoni delle scuole. Si organizzavano piccole competizioni improvvisate: chi lo faceva girare più a lungo, chi riusciva a eseguire il trucco più difficile.
Era un gioco che univa e insegnava qualcosa: la costanza. Perché all’inizio cadeva sempre per terra, lo spago si annodava, ci si spazientiva. Ma poi, con un po’ di pratica, arrivava la soddisfazione. E quel piccolo successo personale valeva più di qualsiasi premio.
Un ricordo che ancora fa sorridere
Oggi lo si trova nei negozi vintage o nei cassetti dei nonni, magari un po’ graffiato, con il colore sbiadito dal tempo. Ma basta prenderlo in mano per sentire riaffiorare ricordi vivissimi: le ginocchia sbucciate, le estati infinite, le risate con gli amici fino al tramonto.
Lo yo-yo ci ricorda un tempo in cui la fantasia bastava a riempire le giornate, in cui un gioco semplice poteva diventare il centro del mondo. E forse è proprio questa semplicità a renderlo ancora oggi così speciale.
Una curiosità che pochi conoscono
Forse non tutti sanno che lo yo-yo non è affatto un’invenzione moderna. Le sue origini risalgono addirittura all’antica Grecia, dove sono stati ritrovati oggetti simili risalenti a oltre 2000 anni fa. Ma la vera esplosione mondiale avvenne negli anni ’20 del Novecento, quando un imprenditore filippino, Pedro Flores, iniziò a produrlo su larga scala negli Stati Uniti.
Negli anni ’60 e ’70, grazie anche a campagne promozionali nelle scuole e nelle piazze, lo yo-yo tornò a essere un fenomeno di massa. Ed è proprio in quegli anni che entrò nelle case italiane, diventando uno dei simboli dell’infanzia di intere generazioni.