Queste piccole rotelle di metallo erano indispensabili in ogni casa

Sembrano semplici rotelle di metallo, ma un tempo erano indispensabili in moltissime case. Ecco a cosa servivano e perché le ricordiamo.

02 settembre 2026 09:25
Queste piccole rotelle di metallo erano indispensabili in ogni casa -
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Quelle piccole rotelle che stavano nel cassetto del cucito

Chi è cresciuto tra gli anni Sessanta, Settanta e Ottanta potrebbe averle viste centinaia di volte senza conoscerne il nome preciso. Quelle nella foto sono spoline, o bobine, per la macchina da cucire, piccoli rocchetti sui quali viene avvolto il filo inferiore necessario per formare il punto. Oggi possono sembrare oggetti misteriosi, ma un tempo erano presenze familiari: si trovavano nella scatola del cucito della mamma o della nonna, insieme a aghi, ditale, bottoni, forbicine, elastici e gomitoli di filo. Bastava sentirne il tintinnio mentre qualcuno rovistava nel cassetto per sapere che presto sarebbe iniziata una piccola riparazione. Perché allora un pantalone strappato, una camicia scucita o un orlo troppo lungo raramente significavano comprare qualcosa di nuovo: prima si provava ad aggiustare.

Quando la macchina da cucire faceva parte della vita quotidiana

Per moltissime famiglie la macchina da cucire era uno strumento importante quanto altri elettrodomestici domestici. C'erano quelle azionate con il pedale, spesso inserite in pesanti mobili di legno, e successivamente arrivarono modelli elettrici sempre più pratici. Intorno a quelle macchine sono cresciute generazioni intere. Le mamme sistemavano i vestiti dei figli, le nonne preparavano tende e tovaglie e chi era particolarmente abile riusciva persino a confezionare abiti partendo da stoffa, cartamodello, gesso e metro da sarta. Le spoline della fotografia erano minuscole protagoniste di tutto questo. Una volta riempite con il filo del colore necessario, venivano sistemate nell'apposito alloggiamento sotto l'ago. Un gesto normalissimo allora, ma che oggi molti ragazzi probabilmente non hanno mai visto compiere.

Un'epoca in cui buttare era davvero l'ultima soluzione

Forse la nostalgia suscitata da questi oggetti non riguarda soltanto il cucito. Racconta anche un diverso rapporto con le cose che possedevamo. I vestiti passavano spesso da un fratello all'altro, un bottone veniva ricucito, i calzini rammendati e una cerniera rotta poteva essere sostituita. Prima di dichiarare inutilizzabile qualcosa, si cercava quasi sempre una soluzione. E così quelle piccole bobine metalliche diventavano inconsapevolmente parte della vita familiare. Il rumore ritmico della macchina da cucire poteva accompagnare interi pomeriggi, mentre sul tavolo si accumulavano pezzi di stoffa e fili colorati. Sono suoni e immagini che per molti significano casa, soprattutto quando sono legati al ricordo di una mamma o di una nonna intenta a lavorare davanti alla sua macchina da cucire. Basta ritrovare una vecchia spolina in fondo a una scatola perché, improvvisamente, riaffiorino momenti che sembravano dimenticati.

La curiosità: perché quelle spoline hanno tanti piccoli fori?

Quei caratteristici buchi disposti lungo il bordo non erano semplicemente decorativi. Nelle spoline metalliche permettevano innanzitutto di ridurre il peso utilizzando meno materiale e, a seconda del modello, uno dei fori poteva essere utilizzato anche per far passare l'estremità del filo durante l'avvolgimento della bobina, facilitando l'operazione. Le dimensioni e la forma delle spoline, inoltre, non sono sempre identiche: esistono diversi standard perché devono adattarsi correttamente al sistema della macchina da cucire. Un dettaglio tecnico nascosto dentro un oggetto apparentemente insignificante. Eppure per chi le riconosce al primo sguardo, queste piccole rotelle di metallo valgono molto più di ciò che sembrano: sono un minuscolo pezzo della vita quotidiana di una volta.

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